La CIVITAS FULGINEI è sempre stata città di pianura, quindi nodo viario e di commerci, ma esposta e vulnerabile. Espandendosi nel corso dei secoli fu sempre difesa da possenti mura con porte e bastioni. La notizia di uno dei tanti muri di cinta edificati nel corso dei secoli viene dalla presenza di una chiesa denominata San Pietro “IN PUSTERLA” detta anche “IN PUSTENA“.

Infatti il toponimo “PUSTERLA” è diminutivo di porta e sta ad indicare la presenza di un angusto accesso ai camminamenti per le guardie di ronda nelle fortificazioni di mura e castelli, che poteva essere usata anche come uscita o ingresso di emergenza in caso di attacco o di assedio.Il nome della chiesa è quindi chiaramente collegato alla presenza in quella zona di una cinta muraria, che non corrisponde però alle più famose mura trecentesche della città, che passano molto lontano dal sito di tale chiesa. 

Notizie della chiesa erano presenti in antichi documenti, ma la posizione precisa dell’edificio si era persa; stando ai documenti più recenti occupava l’area di quella parte dell’odierno Istituto S. Carlo che fa angolo fra le due strade della Misericordia e di S. Carlo.L’appellativo “pusterla” dato alla chiesa, usatissimo, nel basso medio ed indicante genericamente una delle piccole porte di città, può facilmente dimostrare che la chiesa di S. Pietro sia di origine medievale.Recentemente sono state rinvenute tracce e frammenti di un’antichissima decorazione pittorica a secco in un locale adibito a sagrestia e vano di rimessa nel complesso dell’ex Istituto e poi Teatro San Carlo. 

Oggi il locale è stato ristrutturato e trasformato in luogo di preghiera ad una unica navata e, si attende ormai solo il restauro dei dipinti, per renderli più fruibili ed evitarne la totale dispersione.Il soggetto dovrebbe ricondurre alle Storie di San Pietro, tema legato alla dedicazione della chiesa stessa.

La decorazione eseguita con la tecnica “A SECCO“, presenti sulla parete destra, è ascrivibile agli inizi del XIII secolo, quindi presumibilmente uno dei dipinti più antichi presenti a Foligno.Il ciclo pittorico, seppur fortemente deteriorato, ci fa supporre che ci troviamo dinanzi all’opera di una maestranza proveniente dall’Italia settentrionale attiva per qualche tempo proprio a Foligno; le immagini e la tecnica si avvicinano ad opere quali la “MADONNA IN MAESTÀ” nel castello di Reinegg presso Bolzano e con sorprendenti analogie con gli affreschi dell’abside inferiore della St. Nikolaus-Kirke di Ganz presso Matrei in Osttirol (Austria), questo ci fa supporre ad una forte presenza in Foligno all’inizio del secolo XIII di ghibellini provenienti dal Nord.Il progetto in esame è finalizzato al restauro di tali dipinti.